Mutuo

difesa_mutuoIl mutuo ha caratterizzato la vita economica di molte famiglie italiane negli ultimi quarant’anni, contribuendo ad assicurare un’abitazione di proprietà all’80% dei contraenti. Nell’immaginario collettivo è considerato una normalità, tuttavia il mutuo è e deve essere uno strumento cui ricorrere dietro stretta necessità, per via dei notevoli sacrifici cui espone il contraente e la sua famiglia. Venti o trent’anni, infatti, non sono uno scherzo: per molti significa modificare le proprie abitudini di vita, stringere la cinghia, imporre dei forti limiti non solo a se stessi ma anche ai propri figli.

Oggi un mutuo è ancora meno conveniente di qualche anno fa, quando la crisi dell’Eurozona non era ancora evidente e non faceva ancora paura. Lo spread, ovvero il tasso d’interesse applicato dalle banche italiane (oltre il tasso Euribor) è notevolmente aumentato rispetto, ad esempio, al 2008, quando viaggiava a quota 1%. Attualmente tale spread (variabile da banca in banca) è superiore al 3%. Ciò significa che nel 2013 è difficile trovare un mutuo con tasso di interesse fisso inferiore al 5%.

Stando all’andamento attuale del mercato dei futures, il tasso Euribor è destinato a salire e con esso anche il tasso dei nostri mutui. Perché? Principalmente perché i Paesi europei “virtuosi” (Germania, Francia, Svezia, Norvegia), che stanno sostenendo con grandi sforzi l’economia da bancarotta di alcuni Stati comunitari (Grecia, Spagna, Portogallo, Italia), scaricheranno con ogni probabilità i costi da loro sostenuti direttamente sull’Euribor, così come le nostre banche con grossi investimenti nei Paesi sulla via del fallimento faranno crescere gli spread. E’ ovvio che i mutui già accesi non verranno toccati poiché basati su contratti precedenti.

Prima di varcare la soglia di una banca, dunque, occorre fare una lunga riflessione e rivolgersi a personale esperto che vi saprà sicuramente consigliare la mossa giusta.

Se vuoi una consulenza qualificata, rivolgiti pure a noi. Saremo lieti di darti una mano di aiuto.

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