No agli inceneritori

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Non possiamo non essere d’accordo con ABC SIKELIA Onlus e SiciliAntica, Associazioni che si occupano di tutela e valorizzazione dei Beni Culturali e Ambientali della Sicilia, allineati contro la realizzazione di due mega-inceneritori, a cui potrebbero affiancarsi altri quattro di minori dimensioni, dopo il parere positivo dato dalla Conferenza delle Regioni al decreto del Presidente del Consiglio. Una grave minaccia per la salute che contribuisce a creare un ambiente sempre più inquinato.
Poiché la parola “inceneritore” desta allarme, si ricorre al più rassicurante termine “termovalorizzatore”, con il quale si edulcora la costruzione di un impianto altamente inquinante con il recupero di energia elettrica e termica dai rifiuti stessi. Benché i termovalorizzatori producano anche energia, le sue caratteristiche peculiari rimangono quelle di un inceneritore: la combustione, con conseguente rilascio in atmosfera di inquinanti, metalli pesanti e polveri sottilissime dannosi alla salute, e la produzione di ceneri di scarto, rappresentano in peso il 30% del rifiuto in ingresso bruciato. Al termine del processo di incenerimento, i rifiuti in entrata vengono eliminati solo per il 70% del loro volume, creando un ulteriore problema, quello delle ceneri velenose che vanno smaltite in speciali discariche e con costi esorbitanti.
Il rendimento della cosiddetta valorizzazione del rifiuto, la quantità energetica ricavabile dal processo di combustione dei rifiuti, è di molto inferiore al rendimento di qualsiasi centrale elettrica tradizionale, e l’intero processo di incenerimento (dalla raccolta allo smaltimento delle ceneri di scarto) consuma molta più energia di quanta ne occorrerebbe valorizzando il rifiuto con la raccolta differenziata, il riciclo ed il riuso.
La soluzione individuata per il problema rifiuti è frutto di una strategia cieca: i nuovi pressanti livelli di raccolta differenziata imposti dall’Europa sono in aperta antitesi con la costruzione degli inceneritori, che per la messa a regime necessitano di sempre più ingenti quantitativi di combustibile/rifiuto.
Il modello sin qui impostato non è più adeguato, in quanto basato sul presupposto che le risorse siano abbondanti, disponibili, accessibili ed eliminabili a basso costo. Ma le risorse naturali non sono infinite ed è necessario utilizzarle in modo più intelligente e sostenibile.
Sempre più spesso si parla di economia circolare, in cui i prodotti mantengono il loro valore aggiunto il più a lungo possibile e non ci sono rifiuti. Quando un prodotto raggiunge la fine del ciclo di vita, le risorse restano all’interno del sistema  in modo da poter essere riutilizzate più volte a fini produttivi e creare così nuovo valore.
Occorre apportare un radicale cambiamento non solo nell’insieme delle varie filiere, dalla progettazione dei prodotti alle modalità di consumo, non solo sul piano della tecnologia ma soprattutto sull’organizzazione della società e delle stesse politiche.

Grazie a queste Associazioni per l’attività di tutela ambientale e culturale.

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