Misure di sicurezza a difesa dei cittadini dopo il disastro ecologico di Milazzo

milazzo raffineria27settembre2014L’area sud del milazzese sarebbe da circoscrivere e da tenere in quarantena fino a un probabile ricambio dell’aria e una rigenerazione delle terre. Perché nessuno dice nulla? Perché si continua come se nulla fosse successo? Perchè si continua a mandare i ragazzi a scuola? Perché il Prefetto di Messina o il Sindaco di Milazzo non hanno emesso un’ordinanza di chiusura delle scuole anche per Milazzo? Perché non c’è nessun divieto di passaggio presso le zone più inquinate? Tutti questi quesiti, molti propostici da cittadini e da studenti, ci hanno spinto a scrivere.

Ecco il contenuto della lettera di protesta spedita alle autorità e alla stampa perché venga tutelato il diritto alla salute di ogni cittadino. Tutti i siciliani sono interessati alla difesa della propria salute, dal momento che le nubi contenenti veleni altamente inquinanti ricadono su una vasta area del territorio regionale, trasportati dalle numerosi correnti locali. L’ambiente non comprende solo l’aria che respiriamo ma anche tutta la produzione agricola e gli allevamenti, attività pregiudicate dalle precipitazioni inquinanti.

  • Quali le misure prese per i cittadini e chi è costretto a lavorare nelle zone circostanti la raffineria di Milazzo?
  • Perché le petroliere stanno ben lontane dal molo, se la situazione è sotto controllo?

L’idea principale sarebbe di sradicare completamente dal territorio siciliano il bubbone del complesso industriale comprendente la raffineria milazzese e la centrale termoelettrica. Nell’attesa che questo piano più lungimirante venga intrapreso dai nostri amministratori e dai nostri imprenditori, chiediamo PIU’ CHIAREZZA E LA SALVAGUARDIA IMMEDIATA DELLA SALUTE DEI CITTADINI, DEI GIOVANI STUDENTI E DEI DOCENTI costretti a convivere con tale cataclisma:

  • Egregio Presidente della Repubblica
  • Egregio Sig. Sindaco della Città di Milazzo
  • Egregio Sig. Prefetto della Provincia di Messina
  • Egregio Presidente della Protezione Civile
  • e p.c. Spett.le Giornale di Sicilia
  • Spett.le Gazzetta del Sud
  • Spett.le Settimanale Centonove

Oggetto: misure a difesa dei cittadini conseguenti al disastro ecologico di Milazzo.

Egregie Autorità,

la presente per comunicare il nostro aperto disappunto nei confronti delle decisioni prese in merito al disastro ecologico conseguente all’incendio presso la Raffineria di Milazzo, in particolare: l’assenza di un piano di evacuazione o di mobilitazione collettiva; la mancanza di informazioni precise e periodiche relative alla qualità dell’aria nel milazzese; la frequenza degli studenti dei plessi scolastici milazzesi, in particolare del plesso più vicino al complesso industriale della Raffineria di Milazzo e dell’Edi-Power, il Liceo Artistico “Renato Guttuso”.

In seguito alla combustione del serbatoio 513 della Raffineria di Milazzo e alla conseguente immissione nell’aria di componenti (gas, polveri e metalli) altamente nocive alla salute umana, comunichiamo il forte disagio vissuto fino ad oggi dai cittadini, dagli alunni e dai docenti delle scuole vicino alle industrie milazzesi, i quali hanno accusato e continuano ad accusare malori per intossicazioni e difficoltà respiratorie. Da tempo, ormai, sono e siamo costretti a sopportare fumi e immissioni nocive da parte del suddetto complesso industriale. Anche l’Arpa, in data 30/09/2014 al nr. 0060855, ha pubblicato i dati della qualità dell’aria per i giorni 29 e 30 settembre 2014, con valori di benzene prossimi ai 35 mg/mc contro i 5 mg/mc di media nazionale. La stessa comunica che tali valori “non sono ascrivibili all’incendio verificatosi”, sebbene finisca il comunicato sottolineando che i risultati sono “tendenzialmente crescenti rispetto ai dati dei giorni precedenti”.

A tale scopo,

CHIEDIAMO

  • che siano date comunicazioni più certe, attendibili e frequenti circa la situazione ambientale del comprensorio milazzese;
  • che siano attivate misure di protezione civile per tutelare la popolazione in casi di calamità o disastri come quello pochi giorni fa registrato, comprese esercitazioni da effettuare nelle scuole sull’esempio di quelle legate ad eventi sismici (uso di maschere antigas ecc);
  • una nuova collocazione per il Liceo Artistico di Milazzo, la scuola più vicina alla raffineria e alla centrale elettrica ormai da considerare invivibile, presso un altro edificio non soggetto a tale tipo di inquinamento ambientale o, in mancanza, l’ospitalità presso un’altra struttura scolastica.

Cordiali saluti,

Dario De Pasquale

Responsabile Associazione Consumatori Siciliani Milazzo (Me)

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