Il contributo volontario alla Scuola

Se ne è parlato tanto e alla fine sono arrivati: i contributi delle famiglie agli istituti scolastici sono l’ultima trovata per sostenere i costi della Scuola italiana. E’ un altro importante segnale di come l’attuale Governo italiano non sia perfettamente in grado di assicurare il normale svolgimento delle attività scolastiche o una formula comune a tutte le scuole europee per coprire le proprie spese?

La richiesta rientra nell’ambito dell’autonomia scolastica ed è più che lecita, anche se la maggior parte delle volte è malposta, come se fosse una tassa, mentre si tratta di un vero e proprio contributo volontario. In effetti, nessun istituto scolastico che si rispetti può pretendere tale contributo o, addirittura, subordinare ad esso l’iscrizione dell’alunno.

Scopriamo insieme il contributo scolastico

In nome dell’autonomia scolastica, le scuole possono richiedere alle famiglie il pagamento di un contributo per l’arricchimento dell’offerta formativa, il sostegno dell’attività di laboratorio, ecc. Tali contributi sono classificati come “erogazioni liberali”, cioè volontari, e non come tasse o contributi obbligatori (vedi ultima circolare sui contributi scolastici, prot. 312/2012, sul sito www.istruzione.it).

Tale contributo può andare dai 150 ai 300 euro, a seconda della scuola, somme che alcune famiglie, specie con più di un figlio a carico, non sempre riescono a sostenere. La nota positiva è che l’intero importo è deducibile dalla dichiarazione dei redditi, quindi, in effetti, non pesa (se non momentaneamente) sul reddito familiare.

Per non incorrere in sorprese, si possono inoltrare delle richieste alla propria Scuola (solitamente sono pubblicate sui siti internet delle scuole):

  • richiedere una copia del Piano dell’Offerta Formativa (POF) con l’indicazione dettagliata delle spese da sostenere per la sua realizzazione e del contributo volontario;
  • nella compilazione del bollettino di versamento del contributo, apporre sulla causale la dicitura erogazione liberale per innovazione tecnologica oppure ampliamento dell’offerta formativa o edilizia scolastica o sostegno alle attività di laboratorio (a seconda dei casi previsti dalla Scuola), in modo da detrarre la spesa sostenuta dalla Dichiarazione dei redditi;
  • chiedere la rendicontazione delle spese relative al contributo volontario;
  • ricorrere alle autorità giudiziarie o alle associazioni di consumatori in caso di imposizione.

L’Associazione Consumatori Siciliani è sempre pronta ad aiutarti:

  • numero verde 800-913472
  • cell. 340-2638508 (risponde Associazione Consumatori Siciliani sede di Milazzo, Capo d’Orlando, Galati Mamertino)

Per le tue richieste personali, compila il modulo sottostante:

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