Anatocismo, una strana parola che potrà rendervi una piccola o una grande fortuna

giudiceAnatocismo è una parola di derivazione greca che letteralmente significa “produrre nuovamente interessi”. In pratica è l’imposizione che le banche fanno sui conti correnti al momento del calcolo trimestrale degli interessi passivi: invece di calcolarli al netto degli interessi precedenti, li calcolano (o li hanno calcolati) anche sulle somme già colpite dagli interessi (creando così un interesse “composto”).

Oggi è possibile recuperare tali interessi illecitamente prelevati dalla vostra banca sul vostro conto corrente, con il nostro supporto e la nostra consulenza gratuita. I privati, gli enti pubblici e le aziende che si ritrovano in questa situazione, possono rivendicare il loro diritto di restituzione del maltolto e ritornare in possesso di parecchie centinaia di lire/euro (dipende dalle somme gestite sul vostro conto).

Basterà avere a disposizione gli estratti conto bancari (quanti più possibile), possibilmente anche il contratto di apertura del conto e le comunicazioni inviate dalla banca. Sappiamo che non sempre tutti questi documenti vengono conservati, perciò è possibile farne richiesta direttamente alla banca. Se gli estratti risalgono a più di dieci anni fa, la richiesta bisognerà farla alla Banca d’Italia (anche attraverso la vostra stessa banca), che ve li inoltrerà via posta in tempi celeri.

L’Associazione Consumatori Siciliani è pronta a darvi tutta la consulenza possibile per formulare la richiesta contro l’anatocismo bancario ed, eventualmente, portare avanti un’azione legale.

Compila il modulo per dare voce al tuo caso:

Un pò di storia sull’anatocismo:

Tale pratica è vietata dall’art. 1283 del nostro Codice Civile sin dal 1942.

Con alcune sentenze risalenti al ’99 la Cassazione aveva dichiarato l’illegittimità della capitalizzazione degli interessi perché fonte di produzione di interessi anatocistici e il cittadino vittima dell’anatocismo poteva chiedere il rimborso degli interessi non dovuti entro 10 anni dalla chiusura del conto. Nel 2000, una delibera Cicr del 9 febbraio aveva rilegittimato di fatto la produzione degli interessi composti, cosicché il rimborso degli interessi anatocistici era stato di norma riconosciuto fino al giugno 2000. La norma “salva-banche” (inserita nel decreto legge Milleproroghe del 2010) stabiliva, invece, che i 10 anni della scadenza dovessero iniziare dal giorno di registrazione contabile dell’interesse illegittimo. Un vero e proprio scandalo, perchè essendo il rimborso da anatocismo bancario riconosciuto fino al giugno dell’anno 2000, come già detto, dal 2010 in poi non sarebbe stato più possibile ottenerlo.

A tale scopo è intervenuta la Corte Costituzionale (Sentenza n° 78 del 2 Aprile 2012), che ha dichiarato incostituzionale la norma “salva-banche” in violazione dell’art. 3 (facendo retroagire la disciplina in esso prevista, non rispetta i principi generali, di eguaglianza e ragionevolezza) e dell’art. 117 della Costituzione italiana (non è dato ravvisare quale sarebbero i motivi imperativi di interessi generale idoneo a giustificare l’effetto retroattivo).

Infine, la sentenza n. 1101/13 del Tribunale di Treviso (sezione di Montebelluna), anche sulla scorta di precedenti sentenze, ha condannato Banca Intesa a restituire ad una Srl 365.068 euro, oltre interessi e spese, per rimborso di interessi composti addebitatile in conto dal 1980 al 2005. Ciò ha reso illegittima la capitalizzazione degli interessi bancari anche dopo il giugno 2000.

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