Il mutuo per la casa: un’operazione che conviene rimandare

foto casa mutuoLa domanda è sempre la stessa: è il momento buono per accendere un mutuo? E’ meglio rimandare questa importante scelta o agire subito? L’attuale situazione non è confortante: i contratti sono in forte calo e le richieste sono ridimensionate dai nuovi parametri di banche e istituti finanziari. Purtuttavia, ogni anno, migliaia di famiglie italiane stipulano un mutuo, certamente più per necessità che per convenienza (in calo da due anni: -42% nel 2012 e -10% nel 2013). Soprattutto oggi, quando gli spread bancari sono superiori al 3% (più del doppio rispetto a due anni fa), dato comunque mitigato dall’abbassamento del tasso Euribor a 3 mesi (oggi circa 0,228%, contro l’1% di due anni fa o il 4% del 2008).

DOMANDA DI MUTUI
Var. % su anno precedente ponderata (a parità di gg. lavorativi)
Totale 2008 ​-4%
​Totale 2009 ​+7%
Totale 2010​ ​+1%
Totale 2011​ ​-19%
Gennaio 2012​ ​-44%
​Febbraio 2012 ​-48%
Marzo 2012​ ​-47%
​Aprile 2012 ​-45%
​Maggio 2012 ​-38%
Giugno 2012​ ​-42%
​Luglio 2012 ​-44%
Agosto 2012​ ​-39%
​Settembre 2012 ​-43%
​Ottobre 2012 ​-40%
Novembre 2012​ ​-32%
​Dicembre 2012 ​-27%
​Totale 2012 ​-42%
​Gennaio 2013 ​-14%
​ Febbraio 2013 ​ -10%
​Marzo 2013 ​-9%
​Aprile 2013 ​-9%
​Maggio 2013 ​-12%
​Giugno 2013 ​-6%
Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

Ciò significa che un mutuo di 150.000 euro a 30 anni, nel migliore dei casi, prevede una rata mensile di circa 650-700 euro, ovvero un tasso annuo variabile del 3,40% e fisso del 5,50%, escluse le spese iniziali di istruttoria e di perizia. Contro il 3% e il 5% (in media) di due anni fa, il 2,7% del 2010, l’1,5% del 2002.

Ma perché le banche stanno alzando sempre più i loro spread? Perché molte di loro si trovano ad avere a che fare con debitori insolventi e cercano di compensare le perdite attuali maggiorando i tassi. In soldoni, significa che i nuovi mutuatari pagano le insolvenze dei vecchi mutuatari. Se a questo sfortunato panorama aggiungiamo che la ricchezza netta degli italiani è in calo dal 2012, sia in termini reali (per la diminuzione del valore degli immobili posseduti), sia in termini di risparmio, sia in termini finanziari (per via delle maggiori imposizioni fiscali, della minore produzione, della chiusura di aziende, dei licenziamenti), è facile capire come sia sempre più costoso e meno conveniente aprire un mutuo ai giorni nostri. Dai dati forniti dalla Banca d’Italia (privi degli oggetti preziosi e dei beni durevoli oggi considerati investimenti alternativi all’immobiliare), risulta che la vera ricchezza (netta) degli italiani è costituita dai beni immobiliari, in particolare dalle abitazioni (valore medio di circa 200.000 euro a famiglia). Sempre la stessa fonte ci dice che le passività degli italiani ammontano a circa 900 miliardi di euro, di cui il 42% costituiti da mutui per l’acquisto dell’abitazione (dic. 2011). In pratica, meno della metà degli italiani si è indebitata per l’acquisto di case da abitare, ma il valore degli stessi immobili era ancora superiore al debito contratto.

Questa fase congiunturale, però, si è ormai interrotta da circa due anni e la rivalutazione dell’immobile difficilmente riesce a superare il tasso d’interesse passivo pagato alla banca. Ne desumiamo che, a parità di prezzo rispetto a due anni fa, non è più conveniente acquistare una casa, a meno che il mercato immobiliare si adegui e proponga prezzi così vantaggiosi da far sperare alle presenti generazioni di aver compiuto un buon investimento.

foto ricchezza italiani

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