Occhio al mutuo

difesa_mutuo Secondo le ultime statistiche, il numero dei mutui da quattro anni a questa parte è diminuito del 30%. A farne le spese sono i giovani sotto i 35 anni e gli extracomunitari, dal momento in cui si è registrato un aumento del tasso di disoccupazione e sono state introdotte politiche più restrittive per i mutuatari. Ma a cosa è dovuto tutto questo? Da dove viene la crisi?

Principalmente dal comportamento scorretto di alcune banche europee ed extraeuropee: nel 2012 venne fuori lo scandalo di Barclays, il grande istituto bancario che, stando alle intercettazioni effettuate su alcuni operatori di derivati presso la sede di Barclays, riusciva a “truccare” il tasso Libor (London Interbank Offered Rate). La Commodity Futures Trading Commission (Cftc) ha pubblicato anche un maxi-documento a riguardo, sottolineando come anche il tasso Euribor (EURo Inter Bank Offered Rate) fosse manipolato per ottenere molti più ricavi dai 220 mila miliardi di derivati legati ai mutui degli europei.

Il tasso Euribor viene fissato da 43 banche coordinate dalla Ebf (associazione bancaria non regolamentata), dietro l’invio quotidiano a Thomson Reuters di un tasso entro il quale si pensa di ottenere finanziamenti non garantiti; Reuters fa la media e fissa il tasso Euribor ufficiale. L’accordo fra le suddette banche serviva a controllare il tasso e ottenere vantaggi del tutto personali sui derivati. Tutto a scapito di chi paga il suo benedetto mutuo a fine mese. Chissà quanti mutui di noi italiani sono stati condizionati da questo sistema (ma di questo parleremo in un prossimo articolo, per far partire eventuali azioni legali).

A parte l’aumento del tasso Euribor, che ha fatto lievitare i costi dei mutui e li ha resi poco appetibili ai più, negli ultimi anni si sono aggiunte anche le spese assicurative a garanzia dell’erogazione del prestito. Per ripararsi da eventuali insolvibilità, le banche fanno sottoscrivere obbligatoriamente ai mutuatari delle polizze assicurative contestuali al mutuo. Le polizze possono coprire il pagamento del debito residuo in seguito a un incendio o uno scoppio dell’immobile, oppure in seguito alla perdita del posto di lavoro per motivi di salute o in caso di premorienza del mutuatario. Tali polizze sono già stabilite dagli istituti bancari, ma è stato necessario introdurre alcune norme per evitare fenomeni di abusi allo sportello.

Pochi sanno, infatti, che è possibile stipulare tale polizza di copertura anche presso un’assicurazione esterna alla banca, magari con soluzioni più favorevoli per chi effettua il mutuo e deve sopportare già questo oneroso carico. Con il provvedimento 2946, entrato in vigore il 2 aprile 2012, l’Isvap ha vietato alle banche la pratica commerciale che obbligava il cliente alla sottoscrizione di una polizza assicurativa erogata dalla stessa banca e di esserne le dirette beneficiarie. La banca può essere beneficiaria di una polizza realizzata presso un’altra compagnia, non legata alla stessa banca. Il principio è evitare l’indebito arricchimento sin dall’inizio, ovvero dal momento in cui le commissioni sui premi pagati dal cliente vanno nelle tasche di chi fa sottoscrivere la polizza.

Nei prossimi articoli parleremo di come “alleggerire” i costi del mutuo e risparmiare sugli interessi.

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